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Appunti di un viaggio nel tempo

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La trasferta in Serbia, in occasione di Maccabi-Bologna, è stata veramente un viaggio indietro nel tempo.

HG Wells avrebbe veramente potuto scrivere il sequel di uno dei suoi romanzi più famosi.

Un viaggio impegnativo, per chi come me lo ha affrontato in auto, ma affascinante.

Paesi ancorati nel secolo che fu, in ogni loro espressione.

Sono addirittura riemerse vecchie signore fare l’autostop.

Nel nulla, ecco apparire uno stadio bello, strutturalmente avanzato e moderno.

Un piccolo gioiellino, la TSC Arena.

Però anche un questo caso, c’è stato un ritorno al passato.

Non al secolo scorso, bensì ad un lustro fa.

Quando, ai tempi del covid, si giocava in stadi deserti.

Dal campo di giuoco alla tribuna un unico complesso di voci e richiami.

L’incitamento finale di Italiano, per spronare i suoi al terzo gol utile per una migliore posizione in classifica, è stato meraviglioso.

E, ciliegina sulla torta, la frase del doganiere serbo mentre attraversavo il Danubio : “Ah you are from Bologna. Bologna, good team”.

Europa League è anche questa. Evviva

Il parere dell'esperto

Chi è l’arbitro di Brann-Bologna

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Chi è Juan Luca Sacchi

Il cammino europeo del Bologna passa da Bergen, e a dirigere il traffico al Brann Stadion c’è Rade Obrenovič.

Arbitro sloveno classe 1990, è uno dei profili emergenti della UEFA.
Nato a Lubiana, Obrenovič appartiene alla “scuola slovena”
È un arbitro che ama il dialogo ma che non esita a usare il pugno di ferro se la partita sfugge di mano.

In patria è considerato un predestinato: ha debuttato nel massimo campionato sloveno giovanissimo.

Ha scalato le gerarchie UEFA entrando stabilmente nel giro dell’Europa League e della Champions.
Prima di questa doppia sfida con il Brann, Obrenovič aveva incrociato pochissimo le italiane.

È stato spesso quarto uomo in grandi match di Serie A in Champions.

La sfida col Bologna rappresenta uno dei suoi primi veri banchi di prova contro club del nostro campionato in una fase a eliminazione diretta.
i dati dicono che ha una media superiore ai 4 cartellini gialli a partita.

Non è un arbitro che “lascia correre” eccessivamente.

Obrenovič tende a fischiare molto i falli tattici.

Per il Bologna sarà fondamentale evitare proteste plateali, dato che lo sloveno è noto per non tollerare le lamentele dopo il fischio, sanzionando spesso l’atteggiamento dei calciatori prima ancora del fallo commesso.
Quindi in conclusione direi ai Rossoblù…Testa alta e nervi saldi.
Con Obrenovič, la differenza tra una vittoria e un’eliminazione può passare da un mezzo secondo di troppo perso a protestare

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Quanti incroci tra Bologna e Torino

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Quando si citano i doppi ex di Torino-Bologna il primo pensiero va al trasferimento nel capoluogo sabaudo di Eraldo Pecci e Vittorio Caporale.

In questa stagione ancora di più, considerato che è passato mezzo secolo dall’ultimo scudetto granata.

E poi torna in mente che c’era Gigi Radice alla guida dei rossoblù nel campionato 1980-’81.

Quella squadra schierava anche’ Beppe Dossena, Salvatore Garritano, Danilo Pileggi.

Non dobbiamo dimenticare Angelo Cereser, Rosario Rampanti; e ‘Mondino’ Fabbri, il quale vinse la Coppa Italia con entrambi i club.

Giovanni Busoni, campione d’Italia nel ’37, vestì per una stagione la casacca torinista.

E sapevate che Romano Fogli esordì in Serie A con i granata?

Tra gli altri doppi ex vanno inclusi pure Claudio Sclosa e Giorgio Bresciani.

I felsinei e gli avversari di questa giornata: due squadre che una volta…

Vogliamo quindi ricordare un libro di Mario Pennacchia. 

Il cui titolo è ‘Gli scudetti che vinsero la guerra: l’orgoglio del vecchio Bologna, il primo titolo della Roma e la nascita del Grande Torino.

 

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Il parere dell'esperto

Chi è l’arbitro di Torino-Bologna

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Chi è Juan Luca Sacchi

Francesco Forneau è l’arbitro designato per Torino Bologna.

Romano della sezione di Roma 1, rappresenta la nuova guardia dei fischietti italiani.

In sostanza, meno egocentrismo e maggior competenza.
Laureato in Economia e Commercio, porta sul terreno di gioco quella mentalità analitica tipica di chi è abituato a gestire numeri e variabili complesse.

E’ un arbitro che “lascia giocare” molto, cercando di non spezzettare il ritmo della partita.

Di contro, diventa inflessibile nei casi di proteste eccessive.
Fourneau ebbe il coraggio (e la correttezza tecnica) di espellere Federico Chiesa al suo esordio in bianconero.

Ma anche di annullare un gol a Cristiano Ronaldo per un fuorigioco millimetrico segnalato dal VAR.
Nel 2021 è stato inserito nella lista degli arbitri VAR FIFA.

Questo è un dettaglio fondamentale: Fourneau è considerato uno dei migliori “lettori del monitor” in Italia.
Fourneau appartiene a quella categoria di arbitri che non cercano il dialogo amichevole a tutti i costi con i calciatori.

Se c’è un fallo, fischia; se c’è da ammonire, lo fa senza troppe spiegazioni scenografiche.

Quindi attenzione ai cartellini, visto quello accaduto negli ultimi tempi

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