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Basket Eurolega, impresa Virtus a Monaco
La Virtus Bologna versione “operaia”, decimata dagli infortuni ma sorretta da un orgoglio infinito, espugna il Salle Gaston Médecin battendo l’AS Monaco 82-84.
Un successo che non è solo una boccata d’ossigeno per la corsa ai play-in di Eurolega, ma un vero e proprio capolavoro tattico e motivazionale firmato Dusko Ivanovic.
Virtus: la forza del gruppo
Le premesse raccontavano una cronaca di una sconfitta annunciata. Senza tre perni del quintetto come Carsen Edwards, Alessandro Pajola e Alen Smailagic, le Vu Nere si sono presentate nel Principato con le rotazioni ridotte all’osso, lanciando nella mischia anche i giovani Accorsi e Ferrari. Eppure, proprio nel momento del massimo bisogno, è emersa l’anima di una squadra che si è riscoperta granitica.
Dopo un avvio complesso, dove il talento cristallino di Mike James (17 punti) aveva spinto i padroni di casa fino al +10 (36-26), Bologna non ha smesso di remare. Derrick Alston Jr. ha vestito i panni del trascinatore nel primo tempo (19 punti totali), tenendo i suoi a galla in un duello balistico ad alta quota.
La vera svolta è arrivata però nella ripresa. Coach Ivanovic ha abbassato la saracinesca difensiva, dominando a rimbalzo (36-29 il computo finale) grazie all’energia grezza di Aliou Diarra e alla prova monumentale di Nicola Akele. L’ex Brescia, autore di 11 punti preziosissimi, è stato il simbolo della resilienza virtussina, permettendo agli ospiti di piazzare un parziale tramortente di 1-15 in apertura di ultimo quarto, volando sul +11 (66-77).
Il brivido finale e il sigillo di Vildoza
Come in ogni thriller che si rispetti, il finale ha riservato batticuore. Monaco, ferita nell’orgoglio, si è affidata alle fiammate di James e Okobo per ricucire lo strappo, trovando il sorpasso sull’82-81 a due minuti dal termine.
Con il pallone che pesava quintali, la Virtus ha affidato il proprio destino alle mani di Luca Vildoza. Il playmaker argentino ha risposto con la freddezza dei grandi: a soli 4 secondi dalla sirena, ha scagliato la tripla del definitivo controsorpasso. L’ultimo tentativo disperato di Okobo si è spento sul ferro, sancendo il “clean sweep” stagionale di Bologna contro i francesi (due vittorie su due negli scontri diretti).
Oltre ai numeri di un Matt Morgan maturo (15 punti) e alla solidità collettiva, questa vittoria regala alla Virtus la consapevolezza necessaria per affrontare un calendario infernale. Con i play-in che restano un obiettivo difficile ma possibile, il gruppo di Ivanovic guarda ora con fiducia ai prossimi impegni.
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Bologna, Helland: “Meritavamo di più, la squadra c’è”
Grande amarezza in casa Bologna dopo la sconfitta per 1-0 sul campo dell’Atalanta. A decidere la sfida è stato un episodio arrivato proprio nel finale, quando i rossoblù sembravano ormai vicini a portare a casa almeno un punto. Tra i protagonisti della serata anche Eivind Helland, che al termine della partita ha analizzato la prestazione della squadra di Domenico Tedesco.
Helland: “Perdere così è la peggior sensazione”
Il difensore norvegese non ha nascosto la delusione per un risultato maturato negli ultimissimi minuti.
“Perdere all’ultimo minuto per un episodio dopo aver fatto una prestazione come quella di oggi è la peggior sensazione”, ha spiegato Helland.
Una sconfitta particolarmente difficile da accettare perché, secondo il centrale, il Bologna aveva mostrato importanti passi avanti rispetto alla precedente partita contro la Lazio.
La squadra è apparsa maggiormente aggressiva e intensa, riuscendo allo stesso tempo a limitare le occasioni concesse a un’Atalanta sempre complicata da affrontare sul proprio campo.
Bologna in crescita nonostante il risultato
Helland ha sottolineato soprattutto la qualità della prestazione collettiva. Il Bologna ha creato occasioni, ha difeso con ordine e ha rischiato relativamente poco per gran parte dell’incontro.
Il gol subito nel finale rende quindi ancora più amaro il verdetto del campo.
Nonostante le prime due giornate non abbiano portato i risultati sperati, il difensore mantiene grande fiducia nel gruppo. Il messaggio lanciato dallo spogliatoio è quello di continuare a lavorare senza lasciarsi condizionare dalla classifica: secondo Helland, infatti, la squadra ha dimostrato di esserci e di avere le qualità necessarie per cambiare rapidamente marcia.
Helland-Heggem, cresce l’intesa
Interessante anche il passaggio dedicato al rapporto con Heggem. Helland ha parlato di una grande intesa con il compagno, non soltanto sul terreno di gioco ma anche fuori dal campo.
Un’affinità che può diventare un elemento importante per il Bologna di Tedesco, soprattutto nella costruzione di una difesa sempre più solida e affidabile.
Da Bergamo non arrivano punti, ma la prestazione rappresenta comunque un segnale di crescita. Ora servirà trasformare quanto di buono mostrato in campo in risultati.
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Bologna, Tedesco dopo Bergamo: “Serve più cattiveria davanti”
Il Bologna esce da Bergamo con tanta amarezza. La sconfitta per 1-0 contro l’Atalanta, arrivata proprio nel finale, lascia i rossoblù ancora senza gol dopo le prime due giornate e aumenta il rammarico per una partita nella quale la squadra di Domenico Tedesco aveva costruito diverse opportunità.
Al termine della gara il tecnico rossoblù non ha nascosto la propria delusione. Tedesco ha sottolineato come anche un pareggio sarebbe stato difficile da accettare, considerando quanto prodotto dalla sua squadra durante i novanta minuti. Il gol subito nel finale ha però reso la serata ancora più pesante.
Tedesco: “La partita è stata in mano nostra”
L’allenatore del Bologna ha evidenziato soprattutto un aspetto: la difficoltà nel trasformare in gol quanto costruito.
“Dobbiamo digerirla, non c’è alternativa”, ha spiegato Tedesco nel commento pubblicato dal Bologna FC. Il tecnico ha poi rimarcato come la sua squadra abbia creato molto e gestito a lungo la partita, senza però riuscire a concretizzare.
Il dato che preoccupa maggiormente riguarda infatti l’attacco: dopo 180 minuti di campionato il Bologna non è ancora riuscito a trovare la via della rete. Un problema che, secondo Tedesco, non nasce tanto dalla costruzione delle occasioni quanto dalla capacità di sfruttarle negli ultimi metri.
Domenico Tedesco Bologna, manca concretezza sotto porta
Il messaggio dell’allenatore è quindi molto chiaro. Il Bologna deve aumentare la cattiveria offensiva e diventare più concreto quando arriva nell’area avversaria.
La prestazione di Bergamo offre comunque alcuni segnali positivi dal punto di vista del gioco. I rossoblù hanno dimostrato di poter costruire occasioni e mantenere il controllo di lunghi tratti della gara, ma nel calcio il risultato resta determinante.
Ora Tedesco dovrà lavorare soprattutto sulla finalizzazione. Il Bologna ha bisogno di sbloccarsi rapidamente, perché continuare a produrre senza segnare rischierebbe di trasformare buone prestazioni in punti persi. La prossima partita diventa così già un appuntamento importante per ritrovare fiducia e, soprattutto, il primo gol della stagione.
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Atalanta-Bologna 1-0: Samardzic gela i rossoblù nel finale
Una beffa durissima per il Bologna. Alla New Balance Arena termina 1-0 per l’Atalanta, con la formazione bergamasca che trova il gol decisivo praticamente all’ultimo respiro grazie a Lazar Samardzic.
Un risultato che lascia enormi rimpianti alla squadra di Domenico Tedesco, protagonista di una partita nella quale, per lunghi tratti, aveva prodotto molto più dell’Atalanta. I numeri raccontano infatti di un Bologna capace di chiudere con 59% di possesso palla, 16 conclusioni e 3 tiri nello specchio, contro appena 5 tentativi complessivi dei padroni di casa.
Eppure, nel calcio, basta un episodio.
Bologna superiore, ma manca il gol
Il Bologna approccia la partita con personalità, cercando immediatamente di togliere spazio alla manovra dell’Atalanta. I rossoblù mantengono maggiormente il possesso e riescono a sviluppare con continuità, soprattutto attraverso il centrocampo.
Il dato dei passaggi è significativo: 616 completati su 679, con il 91% di precisione, contro gli 402 su 470 dell’Atalanta.
Anche sotto il profilo offensivo la differenza appare evidente. Il Bologna costruisce molto di più, arrivando a 16 tiri contro 5 e producendo 1,29 expected goals, mentre la Dea rimane per gran parte della gara ferma a un dato molto più basso.
La grande mancanza dei rossoblù è però quella che spesso decide le partite: la concretezza.
Bologna vicino al vantaggio
Le occasioni non mancano. Il Bologna riesce ad arrivare con una certa frequenza negli ultimi trenta metri, ma non trova mai la giocata decisiva per superare Carnesecchi.
Particolarmente pericoloso Cambiaghi, capace di mettere in difficoltà la retroguardia bergamasca con velocità e iniziativa personale. Anche gli altri uomini offensivi provano a rendersi pericolosi, senza però trasformare la superiorità territoriale in gol.
Con il passare dei minuti lo 0-0 sembra diventare sempre più il risultato definitivo.
Ed è proprio quando il Bologna sembra ormai pronto a tornare a casa almeno con un punto che arriva la doccia gelata.
Samardzic inventa l’1-0 all’ultimo
Nel finale Lazar Samardzic raccoglie il pallone fuori dall’area e decide di tentare la conclusione dalla distanza.
La scelta si rivela perfetta.
Il centrocampista dell’Atalanta lascia partire un tiro potente e preciso che si infila nell’angolo basso alla sinistra di Lukasz Skorupski. Il portiere rossoblù non può far altro che osservare il pallone entrare in rete.
È il gol dell’1-0, quello che decide la partita e manda in festa l’Atalanta.
Per il Bologna è una punizione pesantissima.
I numeri aumentano il rimpianto del Bologna
Le statistiche rendono ancora più difficile da digerire la sconfitta. Prima della rete decisiva il Bologna aveva fatto registrare 1,29 xG contro 0,14 dell’Atalanta, oltre a una netta superiorità nel numero delle conclusioni.
Poi è arrivata la giocata individuale di Samardzic a cambiare completamente la storia della serata.
Tedesco, prestazione buona ma zero punti
Per Domenico Tedesco rimane quindi una prestazione sulla quale costruire, ma anche la consapevolezza che al Bologna serve maggiore cattiveria negli ultimi metri.
Produrre tanto senza segnare può diventare un problema, soprattutto contro squadre che dispongono di calciatori capaci di decidere una partita con una singola giocata.
Il Bologna torna così da Bergamo senza punti nonostante una prova complessivamente positiva. L’Atalanta, invece, conquista una vittoria pesantissima grazie alla prodezza finale di Samardzic.
Una di quelle partite nelle quali le statistiche sembrano indicare un risultato, ma il campo, all’ultimo secondo, ne consegna un altro.
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