Il parere dell'esperto
Qualche curiosità legata a Bologna-Milan
Sono tante le date celebrative, di singoli giocatori, legate a Bologna-Milan.
Cominciamo dalle ultime reti in Serie A della leggenda Angelo Schiavio (16 maggio 1937), e dall’ultima partita dell’icona Ezio Pascutti (24 novembre 1968).
Ma ci sono altri curiosi momenti.
24 settembre 1933: primo gol nel massimo campionato e in maglia rossoblù di Bruno Foglia.
8 marzo 1936: ultima rete in A e con i petroniani di Gerardo Ottani.
11 gennaio 1953: prime realizzazioni nel massimo campionato e con il Bologna di Domenico Laforgia.
7 giugno 1959, ultima giornata: explicit con il Bologna e in serie A di Axel Pilmark (nove annate in rossoblù) e Bernard Vukas (due stagioni sotto le Due Torri).
28 aprile 1968: ultimo gol di Aristide Guarneri.
24 novembre 1968: non solo l’ultimo match di Ezio Pascutti, ma anche l’esordio in A di Augusto Scala (quattro annate in rossoblù).
19 ottobre 1975: debutto nel massimo campionato e prima rete con il Bologna di Stefano Chiodi (sarà tra i protagonisti del decimo scudetto milanista).
Ultima menzione al grande Gino Pivatelli, recentemente scomparso, bomber di Bologna e Milan.
Il parere dell'esperto
Chi è l’arbitro di Brann-Bologna
Il cammino europeo del Bologna passa da Bergen, e a dirigere il traffico al Brann Stadion c’è Rade Obrenovič.
Arbitro sloveno classe 1990, è uno dei profili emergenti della UEFA.
Nato a Lubiana, Obrenovič appartiene alla “scuola slovena”
È un arbitro che ama il dialogo ma che non esita a usare il pugno di ferro se la partita sfugge di mano.
In patria è considerato un predestinato: ha debuttato nel massimo campionato sloveno giovanissimo.
Ha scalato le gerarchie UEFA entrando stabilmente nel giro dell’Europa League e della Champions.
Prima di questa doppia sfida con il Brann, Obrenovič aveva incrociato pochissimo le italiane.
È stato spesso quarto uomo in grandi match di Serie A in Champions.
La sfida col Bologna rappresenta uno dei suoi primi veri banchi di prova contro club del nostro campionato in una fase a eliminazione diretta.
i dati dicono che ha una media superiore ai 4 cartellini gialli a partita.
Non è un arbitro che “lascia correre” eccessivamente.
Obrenovič tende a fischiare molto i falli tattici.
Per il Bologna sarà fondamentale evitare proteste plateali, dato che lo sloveno è noto per non tollerare le lamentele dopo il fischio, sanzionando spesso l’atteggiamento dei calciatori prima ancora del fallo commesso.
Quindi in conclusione direi ai Rossoblù…Testa alta e nervi saldi.
Con Obrenovič, la differenza tra una vittoria e un’eliminazione può passare da un mezzo secondo di troppo perso a protestare
Il parere dell'esperto
Chi è l’arbitro di Torino-Bologna
Francesco Forneau è l’arbitro designato per Torino Bologna.
Romano della sezione di Roma 1, rappresenta la nuova guardia dei fischietti italiani.
In sostanza, meno egocentrismo e maggior competenza.
Laureato in Economia e Commercio, porta sul terreno di gioco quella mentalità analitica tipica di chi è abituato a gestire numeri e variabili complesse.
E’ un arbitro che “lascia giocare” molto, cercando di non spezzettare il ritmo della partita.
Di contro, diventa inflessibile nei casi di proteste eccessive.
Fourneau ebbe il coraggio (e la correttezza tecnica) di espellere Federico Chiesa al suo esordio in bianconero.
Ma anche di annullare un gol a Cristiano Ronaldo per un fuorigioco millimetrico segnalato dal VAR.
Nel 2021 è stato inserito nella lista degli arbitri VAR FIFA.
Questo è un dettaglio fondamentale: Fourneau è considerato uno dei migliori “lettori del monitor” in Italia.
Fourneau appartiene a quella categoria di arbitri che non cercano il dialogo amichevole a tutti i costi con i calciatori.
Se c’è un fallo, fischia; se c’è da ammonire, lo fa senza troppe spiegazioni scenografiche.
Quindi attenzione ai cartellini, visto quello accaduto negli ultimi tempi
Il parere dell'esperto
Chi è l’arbitro di Bologna-Lazio
Per un decisivo quarto di finale di Coppa Italia ecco Chiffi, atletico, impassibile e con un’anima da ingegnere.
Nato a Padova nel 1984, la sua carriera è un mix di precisione tecnica e momenti di altissima tensione mediatica.
Dopo un Monza-Roma del maggio 2023, lo Special One ebbe parole durissime nei suoi confronti, definendolo:
”Tecnicamente orribile… il peggior arbitro incontrato in carriera.”
Mourinho arrivò a dichiarare di essere andato in panchina con un microfono per “proteggersi” dall’arbitro.
Chiffi è considerato uno degli arbitri più veloci e resistenti nei test atletici di Coverciano.
La sua falcata lunga gli permette di essere sempre vicino all’azione.
Questo è un dettaglio fondamentale per chi, come lui, preferisce fischiare poco e lasciar correre molto.
Non è un arbitro che cerca la telecamera o che gesticola eccessivamente.
Quest’anno ha diretto la semi-finale di Supercoppa Bologna-Inter.
Il suo approccio è quasi “nordico”: poche spiegazioni e molta corsa.
Ha una gestione del VAR basata sulla fiducia nel mezzo tecnologico, coerentemente con la sua natura da ingegnere.
Comunque, al netto di molti episodi Chiffi resta uno dei punti fermi della CAN.
La motivazione arriva soprattutto dalla sua affidabilità nei match ad alto rischio.
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