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Alcune curiosità su Bologna e Udinese
Di seguito alcune statistiche delle sfide tra Bologna e Udinese disputate sotto le Due Torri.
2 giugno 1957: ultima partita in Serie A e con la casacca felsinea di Dino Ballacci, dodici annate in rossoblù;
8 settembre 1957: prima rete nel massimo campionato e con i petroniani di Bruno Capra.
Quel giorno andò a segno anche Bernard Vukas, all’esordio, due stagioni nel Bologna.
16 aprile 1961: ultima gara in Serie A e in maglia felsinea di Fedele Greco, nove annate sotto le Due Torri.
Ultima partita in rossoblù anche per Sergio Campana, futuro ‘storico’ presidente dell’Assocalciatori.
27 aprile 1980: ultimo gol nel massimo campionato e con il Bologna di Beppe Savoldi, ultima partita in A e con la casacca rossoblù di Luciano Chiarugi.
Cavallo pazzo disputò solo un’annata nel capoluogo emiliano.
Nel campionato 1980-’81, quello che vide i rossoblù settimi nonostante cinque punti di penalizzazione l’Udinese scese in campo a Bologna il 15 marzo.
Fu il giorno della prima rete con la maglia felsinea di Danilo Pileggi.
5 aprile 1998: ultima rete in A e con il club petroniano di Igor Shalimov, doppio ex.
E non va dimenticato il grande doppio ex: Francesco Guidolin.
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Farà molto caldo all’Olimpico
Il Bologna calcio, più che il Dall’Ara, hanno spaventato Gasperini.
Tant’è che il tecnico giallorosso. al termine dell’incontro di andata, ha cercato di caricare a dovere il pubblico romanista.
Peraltro, alcune sue frasi sono sembrate fuoriluogo; come se i bolognesi non avessero dovuto tifare la loro squadra.

GIAN PIERO GASPERINI ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
In sostanza, ha già anticipato quale sarà il clima, sia sugli spalti che in campo, dell’incontro di ritorno.
Con tutta probabilità, sarà anche un’altra Roma.
Rientrerà anche Mancini dalla squalifica, maestro d’armi quando occorre.
L’importante è che non sia un altro Bologna.
Sarà anche importante la scelta del team arbitrale, che dovrà avere la giusta dose di esperienza.
In grado soprattutto di non farsi condizionare dall’ambiente.
Ad ogni modo, la Roma rimane ancora la favorita per il passaggio del turno.
Certo che, dopo una prestazione come quella di giovedì sera, aumenta il rimpianto per una stagione ricca di opportunità buttate al vento.
Il parere dell'esperto
Chi è l’arbitro di Sassuolo-Bologna
Kevin Bonacina non è solo il “direttore di gara” di Sassuolo-Bologna
È un uomo di trent’anni che respira l’aria densa di aspettative.
Infatti è conscio che ogni sua decisione, presa in una frazione di secondo, potrebbe pesare come un macigno sulle spalle di migliaia di persone.
Spesso ci dimentichiamo che dietro quella divisa scura batte il cuore di un ragazzo che ha scalato le categorie.
E’ partito dai campi polverosi della provincia bergamasca fino alle luci della Serie A.
Pertanto, essere Bonacina oggi significa abitare la solitudine.
Quando il VAR richiama la sua attenzione e lui cammina verso il monitor a bordo campo, quel tragitto sembra infinito.
In quei metri c’è il dubbio metodico, c’è la pressione di un errore che può macchiare una carriera.
Ma c’è soprattutto l’onestà intellettuale di chi deve ammettere a se stesso: “Forse ho sbagliato”.
Il silenzio dello spogliatoio a fine gara, quando l’adrenalina scema e restano solo i dubbi.
Mentre i calciatori scambiano le maglie, l’arbitro si chiude in una stanza a rivedere il filmato della gara magari insieme a un Commissario AIA..
È una ricerca della perfezione quasi ascetica, una disciplina che richiede una forza mentale che pochi possiedono.
Un uomo solo, sì, ma in quella solitudine c’è una dignità immensa.
La prossima volta che vedremo Bonacina fischiare un fallo a centrocampo, proviamo a guardare oltre la divisa: vedremo un ragazzo che, nonostante tutto, crede ancora che l’ordine possa governare il caos del calcio.
Quando toglie la divisa dell’AIA, Kevin indossa un altro tipo di “uniforme”: quella da medico.
Pertanto, qualora la riforma arbitrale sul professionismo andasse avanti, sarà costretto a fare una scelta.
Kevin Bonacina rappresenta l’arbitro moderno: preparato, umano e capace di distinguere il rumore della folla dalla verità del campo.
Che sia con uno stetoscopio o con un fischietto tra le labbra, la sua missione resta la stessa: prendersi cura della correttezza del gioco.
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E venne il giorno della partita
Bologna-Roma è una partita da ultima spiaggia stagionale per i rosso-blu?
No, anche perchè esistono sempre nella vita opportunità di rinascita.
Oltre al fatto, inconfutabile, che ci si gioca tutto in 180 minuti, e non 90.
Sicuramente però è una buona opportunità per salvare moralmente una stagione altalenante, con più rimpianti che soddisfazioni.
Come già scritto in precedenza, il sorteggio sarebbe potuto essere più benevolo.
Ci aspetta una Roma in buona forma, e favorita dal pronostico.

EVAN NDICKA E SANTIAGO CASTRO IN AZIONE ( FOTO DI SAVATORE FORNELLI )
Ma il Bologna, nel recente passato, ha già dimostrato di saper cambiare le sceneggiature.
Per farlo però dovrà giocare al 120% delle proprie possibilità.
Ricordando però che, qualora dovesse andare male, che l’ora più buia è sempre quella che precede il sorgere del sole.
Il valore della resilienza !
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