L'angolo del tifoso
Il vento è veramente cambiato ?
Il Bologna è reduce da 4 vittorie consecutive.
Il vento parrebbe cambiato.
Gioca con meno presunzione ed è stato premiato, oltre che aiutato dalla casualità di alcuni episodi.
Non giocha nemmeno male palla al piede, pur sfruttando poco la superiorità.
Subisce però ancora troppo in certi momenti.
Il passaggio del turno contro il Brann, ed il fatto di avere ristabilito in campionato una discreta posizione in classifica porta gioia e tranquillità.
Ma quel’è il vero valore del Bologna ?
E’ stato recuperato Skorupksy, ieri troppo determinante.
Poi è vero che il Brann avrebbe potuto pareggiare, il che non voleva significare eliminazione.
Alla fine il Bologna avrebbe comunque segnato perché è più forte, anche se in caso del gol del Brann se la sarebbe sicuramente complicata.
Lucumi è il vero giocatore indispensabile; con lui in campo tre clean sheet consecutivi.

Jhon Janer Lucumí Bonilla fa il segno ok ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Oggi il centrocampo è molto lento; si spera in Sohm, che parrebbe più rapido di gamba.
Domanda : Freuler, Ferguson ed Odgaard li vedremo nuovamente come ai bei tempi? Questo è il vero dilemma.
Bene Bernadeschi, che porta anche esperienza ed è un giocatore importante.
Rowe deve imparare a darla all’esterno che si sovrappone, dando un senso alle sue azioni spesso dirompenti; e deve soprattutto tirare.
Orsolini uscirà prima o poi dall’empasse e si spera lo stesso per Cambiaghi, che parrebbe essersi un po’ perso.
Dominguez deve giocare di più.
Castro è un altro faro insieme a Lucumi; i punti di questi ultimi match sono soprattutto merito loro.
Nel frattempo Joao Mario è una piacevole sorpresa; se poi migliorasse anche la fase difensiva sarebbe un’ottima presa.
Rimane il rammarico di avere buttato la Coppa Italia; per valore tecnico avrebbe dovuto passare il turno.
E con l’Atalanta impegnata su più fronti, la finale non sarebbe stata una chimera.
Però in quel momento l’aria non era ancora cambiata.
Ed ora sotto con la Roma in Europa League; sorteggio non buonissimo
L'angolo del tifoso
Una involuzione che preoccupa
Quattro sconfitte in casa su cinque; e potevano essere cinque su cinque. L’ultima, contro la Fiorentina, è stata forse la peggiore.
Gol presi in fotocopia. Dodò che sembrava immarcabile. Casale in giro per il campo per cercare di marcare Ndour.
Il Bologna ha impiegato ottanta minuti per fare un tiro verso la porta ad una squadra che ha preso trentadue gol.
In definitiva, la Fiorentina vista al Dall’Ara sembrava lei all’ottavo posto, con il Bologna terzultimo. Ed è una scena si ripete da due mesi, con Italiano che pare non sappia che pesci prendere.
Il Bologna subisce gol, o regala occasioni, con dinamiche similari; li prende tutti in velocità dalle fasce o da gente che fa coast tu coast senza che nessuno che riesca a fargli un’ostruzione.
Un’altro tema è la pochezza ricevuta dai nuovi acquisti.
Rowe un po’ sta arrivando ma andrebbe servito di più. Vitik è a livello di Casale. Immobile, ma si sapeva, è poco utile per il gioco del Bologna.
Gli unici sono Heggem, Bernardeschi, il cui infortunio ha coinciso con il calo generale, ed in parte Zortea.
Quando la squadra ha una flessione fisica e mentale, Italiano dovrebbe intervenire prima e trovare il modo di adattare il gioco, anche in corso d’opera.
Unica scusante alla situazione attuale sono i numerosi infortuni. Ravaglia tra i pali è ineccepibile ma spesso si perde in scelte tecniche in disimpegno discutibili; Skorupsky forse riesce a dare sicurezza maggiore.

Lukasz Skorupski ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Freuler è l’unico che sa cosa deve fare ma oggi non ha la condizione fisica per farlo. Lucumi per questa squadra è indispensabile perché l’unico rapido e con cambio di passo dietro.
Nel frattempo, confidiamo nella competenza dello staff tecnico del Bologna e della società stessa per invertire la tendenza.
L'angolo del tifoso
Quanti incroci tra Bergamo e Bologna
Tanti sono stati i giocatori da Bergamo a Bologna: facile pensare a Marino Perani, Beppe Savoldi, Beppe Signori.
Nel 1954 sotto le Due Torri arrivò dai nerazzurri Battista ‘Titta‘ Rota, il quale poi tornò a vestire la casacca orobica. Cinquantotto anni fa.
In Bologna-Atalanta del 7 gennaio 1968, lo stesso giorno del match odierno, debuttava in serie A, con la casacca della Dea, Adriano Novellini, che in rossoblù festeggerà la Coppa Italia del ’74. Anche Franco Janich è stato un doppio ex di questa partita. Come Vincenzo Gasperi e Francesco Randon.
Nel 1988 Ivano Bonetti arrivò nel capoluogo emiliano da Bergamo: in quel Bologna c’era anche Gianluca Luppi, sei stagioni felsinee e una e mezza con gli orobici.
Hanno indossato entrambe le maglie pure Oscar Magoni, Cristiano Scapolo, Cristiano Pavone, Massimo Paganin, Massimiliano Cappioli, Alessandro Rinaldi.
E quello rossoblù è stato l’ultimo club di Giovanni Piacentini, che nel 1999 giunse sotto le Due Torri dall’Atalanta.
E venendo ai tempi recenti, non possiamo non citare Riccardo Orsolini od al maestro Remo Freuler, oltre al Re del mercato, Giovanni Sartori.
L'angolo del tifoso
Letterina a Babbo Natale
Caro Babbo Natale,
quest’anno niente balocchi, come mi ricordava sempre la mia nonna: la cosa più importante è la salute. E allora io ti chiedo proprio quella, ma per il nostro amato Bologna FC. Perché ci aspetta un mese di dicembre tutt’altro che banale: affronteremo la Vecchia Signora, chiuderemo il campionato in casa contro il Sassuolo e, soprattutto, vivremo l’emozione della Supercoppa italiana, con la possibilità di giocarci un trofeo mai vinto prima e dal prestigio internazionale.
Nelle ultime settimane le prestazioni della squadra sono state pesantemente condizionate dagli infortuni, che hanno costretto Mister Italiano a ridurre le rotazioni e ad affidarsi, in certi momenti, anche a giocatori che non rientrano stabilmente nei primi 14-15 della rosa. La vicinanza degli impegni ha fatto il resto, generando inevitabili cali fisici, qualche appannamento di troppo e partite in cui non siamo riusciti a esprimere fino in fondo il calcio brillante visto nelle settimane precedenti.
Eppure, nonostante tutto, la squadra è rimasta lì, agganciata al treno che conta, dimostrando carattere e una solidità mentale che fanno ben sperare. Proprio per questo, caro Babbo Natale, la richiesta è semplice ma fondamentale: restituisci al Bologna la massima salute e la miglior condizione possibile. Perché quando questa squadra sta bene, il suo calcio non teme nessuno e può davvero giocarsela con chiunque.
E sotto l’albero, quest’anno, a noi sostenitori dei colori rossoblù va benissimo anche questo. Se poi vorrai farci trovare una bella Coppa, noi non ci tireremo certo indietro.
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