Esclusive
Qual è il reale posizionamento del Bologna
Si profila all’orizzonte la concreta possibilità di affrontare una stagione senza impegni infrasettimanali.
Salvo gli incontri di Coppa Italia.
A questo punto sono abbastanza lecite le preoccupazione della tifoseria di ritornare nella mediocrità pre-Sinisa.
Ma qual è il reale posizionamento del Bologna?
Analizzando i meri e freddi numeri legati al giro d’affari, oscillante tra il settimo ed il nono posto.
Nella speciale graduatoria del numero degli abbonati, nonostante le ultime due stagioni, il Bologna è ottavo.
Comunque, superare 22.000 abbonamenti è un ottimo risultato per Bologna.
L’ultima analisi di Stage Up ed Ipsos in riferimento allo “sponsor value“, nonostante un incremento del 4% rispetto alla scorsa stagione, ha collocato il Bologna all’11° posto in Serie A !
Come media spettatori allo stadio, nella stagione in corso, il Dall’Ara è all’ottavo posto.
Ma queste sono solamente cifre su carta; il campo potrebbe dire qualcosa di diverso.
Qualcuno poi potrebbe pensare che quanto vissuto negli ultimi 3 anni sia frutto di casualità.
Onestamente non credo troppo alla circostanza fortuita.
Sono convinto che alla base ci sia una buona programmazione da parte dello staff tecnico.

Per arrivare a certi risultati, è fondamentale che tutti i tasselli vadano al loro posto.
Sarà sufficiente qualche calo di attenzione, od evento particolarmente sfortunato, per uscire dalle prime 7 del campionato.
Così come, al contrario, una serie di buone circostanze ti potrebbero portare a sognare di nuovo.
Sarà sempre così?
La logica dice questo, con le ambizioni che si dovranno sempre rapportare con i bilanci.
E sarà sempre più importante il ruolo dello staff tecnico.
Ovviamente, da tifosi quali siamo, si spera sempre di trovare il mecenate che possa investire senza ritorno.
Ma spesso la realtà è ben diversa, soprattutto in un mondo dove la riconoscenza è pari a zero.
Ergo, lunga vita e buon fiuto a Sartori & co.
Esclusive
Tedesco allineato e motivato
Così parlò Tedesco.
Impressioni positive dopo la prima conferenza rosso-blu del nuovo allenatore.
Al di là delle frasi di rito, sempre comunque gradite, qualche buona sensazione è arrivata.
La prima impressione è quella un tecnico serio ed applicato.
Tedesco, da buon ingegnere e per coerenza con il cognome, parrebbe prediligere programmazione e lavoro.
A conferma, emerge come abbia iniziato a costruire il suo Bologna ancor prima di firmare il contratto.
Ad esempio, ha visionato alcune partite di Raimondo al Frosinone.
E di conseguenza, porterà il giovane attaccante in ritiro a Valles, per vederlo all’opera da vicino.
Da alcune sue frasi, si evidenzia anche un discreto allineamente con le idee societarie.
La scelta di ridurre la rosa a 17/18 giocatori va proprio in questa direzione.
Si è ovviamente sbilanciato poco, pur mostrando sicurezza ed idee chiare.
Perla finale, la citazione su Poetica di Cesare Cremonini.
Furbata o conoscenza reale della vita al Dall’Ara?
Comunque sia, ha fatto benissimo a dirlo.
Esclusive
Quanti parallelismi tra Italiano e Tedesco
E così Italiano allenerà in Turchia, al Besiktas.
Domande lecite : “Caro Vincenzo, perchè hai accettato un campionato inferiore alla Serie A?
Quale sarà il tuo ingaggio ?”
Risposta immediata : “Dovrebbe aggirarsi sui 6 milioni netti a stagione, contratto biennale”.
Beh, in effetti il Bosforo, il Topkapi, Santa Sofia non sono male.
Alla fine una valida ragione per lasciare l’Italia si trova sempre.
Ad ogni modo continuano i parallelismi tra Italiano e Tedesco, al di là dell’intreccio tra i cognomi e le nazioni di nascita.

Mimmo vola da Istanbul a Bologna, mentre Vincenzo affronta il percorso inverso.
La sfida che attende Italiano è sicuramente ardua.
Deve colmare il gap con Galatasaray, Fenerbahce e Trabzonspor.
Siamo però fermamente convinti che in qualche modo ce la farà.
Ora però gli auguriamo il meglio possibile; se lo merita.
Alza la Coppa, Vincenzo.
Il parere dell'esperto
Commento al calendario di Serie A
E’ già tempo di calendario, seppur in anticipo rispetto al passato.
Non si è avuto nemmeno il tempo di metabolizzare la stagione appena terminata.
Senza un attimo di respiro, ci si trova proiettati al futuro.
Ad ogni modo commentare un calendario è sempre impresa ardua.
Gli allenatori glissano con la classica frase : “tanto prima o poi dobbiamo incontrarle tutte”.
Più significativo il commento dell’AD rosso-blu Claudio Fenucci.
Il cambio di guida tecnica potrebbe richiedere tempo per ingranare.
Corretta osservazione, dettata anche da un sorteggio iniziale non troppo benevolo.
Quasi a protezione di possibili criticità.
Tre delle prime quattro partite non sono agevolissime, seppur tutte con squadre con nuovi allenatori.
Come il Bologna d’altronde.
Lazio, Atalanta e Napoli, inframmezzate dal Sassuolo.
Il diktat a questo punto è uno solo : portare pazienza.
E non farsi prendere dalla sconforto, qualora la partenza non fosse brillante.
Tempo al tempo, prima o poi le dovremo affrontare tutte.
Nel frattempo, si riparte dal Dall’Ara, contro la Lazio.
Come nel 1996, al rientro in serie A.
Allora andò molto bene.
E’ tempo di riprendere la forza casalinga.
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