Esclusive
Italiano: resta o non resta ?
E’ il tempo dell’amletico dubbio sul futuro dell’allenatore.
E sono sempre perplessità mono direzionali, e mai da parte della società.
Il fatto che esista un contratto tra le parti è ininfluente.
Fu così per Sinisa, dopo la trionfale cavalcata salvezza, tentato dalla Roma.
Così come lo scorso anno per Italiano, accostato alla panchina del Milan
Per non parlare poi di Thiago Motta.
Lui però aveva il contratto in scadenza.
Ed infatti, finora, è stato l’unico che se ne è andato.
Bisognerà aspettare la fine del campionato per avere delle certezze.
Ad oggi la soluzione meno rischiosa porta a Vincenzo Italiano.
Sempre che non ci sia un ulteriore tracollo finale.
In caso di divorzio, io avrei una suggestione: Oliver Glasner.
Oppure Sarri come piano B.

MAURIZIO SARRI E VINCENZO ITALIANO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Sulla base della scelta, si capiranno anche le ambizioni del Bologna.
Italiano, oppure un profilo alla Sarri, significherebbe ritentare l’Europa.
La scelta di De Rossi o Pioli potrebbero invece rappresentare un ridimensionamento.
Calciomercato
Calciomercato Bologna, il punto: Piccoli si avvicina, Lucumí-Juve verso la svolta e Fabbian che può tornare?
Il calciomercato del Bologna è sempre piu ingarbugliato. Nella mattinata dell’11 agosto 2026 sono soprattutto tre le operazioni destinate a cambiare il volto della squadra di Domenico Tedesco: la possibile cessione di Jhon Lucumí alla Juventus, l’arrivo di Roberto Piccoli dalla Fiorentina e l’uscita di Thijs Dallinga. Intanto Benjamin Dominguez è ormai indirizzato verso il Sassuolo e si continua a ragionare anche sul centrocampo.
Mancano ormai poche settimane alla chiusura del calciomercato estivo e il Bologna ha iniziato ad accelerare. Dopo una prima parte dell’estate dedicata anche a operazioni importanti come gli arrivi di Rahim Alhassane, Mikel Amondarain e Artem Dovbyk, adesso Sartori e Di Vaio devono soprattutto completare alcuni incastri tra entrate e uscite. Alhassane e Amondarain sono arrivati a titolo definitivo, mentre Dovbyk è stato prelevato dalla Roma in prestito fino al 30 giugno 2027 con opzione per l’acquisto definitivo.
Il mercato rossoblù dell’11 agosto ruota soprattutto attorno a due reparti: difesa e attacco.
Lucumí-Juventus: la trattativa entra nella fase calda
Il dossier più importante resta quello relativo a Jhon Lucumí.
Il colombiano vuole la Juventus e la trattativa sembra essersi avvicinata a una fase decisiva. Secondo le indiscrezioni della mattinata dell’11 agosto, Juve e Bologna starebbero cercando un punto d’incontro tra la valutazione rossoblù, fissata attorno ai 25 milioni di euro, e le prime proposte juventine partite da cifre inferiori. La distanza potrebbe essere colmata attraverso una parte fissa e bonus.
La rassegna stampa bolognese di questa mattina riferisce anche di una possibile proposta arrivata a circa 20 milioni più bonus fino a 5 milioni, scenario che porterebbe l’operazione molto vicino alle richieste del Bologna.
Lucumí, dal canto suo, avrebbe già scelto Torino come destinazione preferita e il suo contratto con il Bologna scade nel 2027. Questo mette inevitabilmente il club rossoblù davanti a una scelta: monetizzare adesso oppure correre il rischio di vedere diminuire ulteriormente il valore del cartellino.
La sensazione, a questo punto, è che l’addio di Lucumí sia diventato più probabile rispetto alla permanenza.

Jhon Janer Lucumí Bonilla fa il segno ok ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Cabal piace, ma non è l’unica possibilità per sostituire Lucumí
Una volta ceduto Lucumí, il Bologna dovrà intervenire in difesa.
Tra i nomi maggiormente discussi c’è Juan Cabal, colombiano della Juventus. Il Bologna sarebbe interessato al giocatore soprattutto attraverso una formula in prestito con diritto di riscatto, mentre l’operazione non è necessariamente legata direttamente alla cessione di Lucumí.
Sul taccuino rossoblù rimangono anche altri profili. Tra quelli emersi negli ultimi giorni figurano Fedde Leysen dell’Union Saint-Gilloise, Juan Rodríguez del Cagliari e Rosen Bozhinov, già seguito dalla dirigenza felsinea.
Sarà probabilmente la cessione di Lucumí a determinare quanto il Bologna potrà investire sul nuovo centrale.
Piccoli sempre più vicino al Bologna
In attacco il nome è ormai chiarissimo: Roberto Piccoli.
Il Bologna sta trattando con la Fiorentina e, nella mattinata dell’11 agosto, la distanza economica appare ridotta. La società rossoblù valuta l’operazione attorno ai 15-17 milioni, mentre i viola puntano a ottenere circa 18-20 milioni. Le parti stanno lavorando soprattutto sulla formula e sulla struttura complessiva dell’affare.
Piccoli ha già manifestato gradimento per la destinazione bolognese e il Bologna sembra aver individuato nel classe 2001 il centravanti da affiancare a Dovbyk.
Si tratterebbe di una scelta interessante anche dal punto di vista delle caratteristiche. Dovbyk rimarrebbe presumibilmente il riferimento principale, mentre Piccoli offrirebbe fisicità, aggressività dentro l’area e una soluzione differente nell’arco della stagione.
Ma per completare il movimento serve un’altra tessera del domino.

Thijs Dallinga ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Dallinga verso la Bundesliga: adesso il Colonia è davanti
Thijs Dallinga può lasciare Bologna.
Nelle ultime ore è cambiato però il club favorito per l’olandese. Se inizialmente sembrava il Werder Brema la destinazione più probabile, nella mattinata dell’11 agosto il Colonia avrebbe effettuato il sorpasso, cercando di chiudere rapidamente l’operazione.
Il trasferimento di Dallinga appare strettamente collegato all’arrivo di Piccoli.
La logica è semplice:
Dallinga fuori, Piccoli dentro.
Una scelta che rappresenterebbe anche un cambiamento abbastanza netto nelle gerarchie offensive del Bologna, dopo l’arrivo di Dovbyk e la precedente partenza di Santiago Castro.
Dominguez al Sassuolo: accordo trovato
Si sta sbloccando anche la situazione di Benjamin Dominguez.
Bologna e Sassuolo hanno raggiunto un accordo per il trasferimento dell’argentino attraverso un prestito oneroso con diritto di riscatto. Le indicazioni circolate parlano di circa 1 milione per il prestito e di un diritto collocato attorno ai 10 milioni.
Per Dominguez si tratta soprattutto dell’occasione di trovare maggiore continuità.
A Bologna gli spazi offensivi sono diventati molto ridotti e una stagione da protagonista in un’altra squadra di Serie A potrebbe consentire al classe 2003 di rilanciarsi.
Ilic verso Cesena, Casale resta tra i possibili partenti
Anche Mihajlo Ilic dovrebbe lasciare Casteldebole. Il Cesena è da tempo sulla pista del difensore serbo, che ha bisogno soprattutto di giocare con continuità. L’ipotesi studiata prevede anche la possibilità di un rinnovo col Bologna prima della partenza in prestito.
Resta inoltre da verificare il futuro di Nicolò Casale, un altro dei giocatori che nelle scorse settimane erano stati inseriti tra i possibili partenti.
Proprio lo sfoltimento della difesa diventa fondamentale per consentire a Sartori di inserire un nuovo centrale qualora Lucumí dovesse effettivamente raggiungere la Juventus.

GIOVANNI FABBIAN ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Fabbian può davvero tornare a Bologna?
Una delle piste più curiose riguarda invece Giovanni Fabbian.
Il centrocampista, passato alla Fiorentina, è tornato nei dialoghi fra le due società proprio durante la trattativa per Piccoli. Secondo le ultime indiscrezioni il Bologna starebbe valutando anche la possibilità di riportarlo sotto le Due Torri, eventualmente attraverso un prestito.
Non sarebbe comunque l’unica soluzione per la mediana.
È tornato a circolare anche il nome di Marco Brescianini, mentre rimane molto più complicata la suggestione Teun Koopmeiners, soprattutto per l’elevato ingaggio del centrocampista della Juventus.
Orsolini, rinnovo sempre più vicino
In mezzo alle operazioni in entrata e uscita c’è poi una questione fondamentale per il futuro del Bologna: Riccardo Orsolini.
Il rinnovo dell’esterno è ormai avviato verso la fumata bianca. Le indiscrezioni della mattinata parlano di una firma che potrebbe arrivare entro pochi giorni su un contratto fino al 2029, con opzione per un’ulteriore stagione.
Sarebbe un segnale importante.
In un’estate caratterizzata da numerosi cambiamenti, blindare uno dei simboli tecnici e caratteriali della squadra avrebbe un valore che va ben oltre il semplice mercato.
Bologna, ora può partire il domino
Il quadro del calciomercato Bologna all’11 agosto appare dunque piuttosto definito.
La dirigenza deve trasformare le trattative in operazioni concrete.
Lucumí verso la Juventus, con il Bologna pronto a reinvestire almeno parte dell’incasso su un nuovo centrale.
Dallinga verso la Bundesliga, con il Colonia che nelle ultime ore ha superato il Werder Brema.
Piccoli verso Bologna, in una trattativa con la Fiorentina dove restano da definire soprattutto formula e ultimi milioni.
Dominguez verso il Sassuolo, mentre Ilic dovrebbe trovare spazio a Cesena.
E poi il centrocampo, dove il possibile ritorno di Fabbian rappresenta una delle idee più interessanti.
La sensazione è che il mercato rossoblù sia arrivato al suo vero punto di svolta. Fino a questo momento Sartori e Di Vaio hanno lavorato preparando gli incastri. Adesso basta una cessione per innescare quella successiva e, soprattutto, per liberare il prossimo acquisto.
Gli ultimi venti giorni di agosto potrebbero quindi modificare ancora parecchio il Bologna che Domenico Tedesco porterà nel nuovo campionato.
Esclusive
Bologna, il 4-1 col Pisa fa riflettere: è solo agosto, ma alcuni segnali non vanno ignorati
Un’amichevole estiva non può diventare una sentenza. Sarebbe ingeneroso farlo il 9 agosto, con le gambe ancora appesantite dalla preparazione, una squadra in costruzione e Domenico Tedesco impegnato a trasferire progressivamente le proprie idee al nuovo Bologna.
Allo stesso tempo, però, perdere 4-1 contro il Pisa non può essere archiviato semplicemente sotto la voce “calcio d’agosto”.
Il test di ieri a Casteldebole, disputato sulla distanza particolare di 150 minuti, ha mostrato un Bologna ancora lontano dalla versione che dovrà presentarsi all’inizio della Serie A. Il risultato conta relativamente. Il modo in cui è maturato, invece, merita qualche riflessione in più.
Bologna – Pisa 1-4: una sconfitta che lascia qualche dubbio
Il Pisa ha indirizzato la partita con una facilità probabilmente eccessiva. Canestrelli ha aperto le marcature al 22’, Marras ha raddoppiato al 42’ e Vural ha trovato lo 0-3 al 47’.
In meno di mezz’ora il Bologna si è quindi ritrovato sotto di tre reti.
Dallinga ha provato a ridurre le distanze trasformando un calcio di rigore al 67’, ma il Pisa ha successivamente trovato anche il quarto gol, ancora con Marras.
Al di là del tabellino, ciò che può preoccupare maggiormente Tedesco è stata la difficoltà della squadra nel mantenere equilibrio e compattezza. Il Bologna ha concesso situazioni troppo semplici e in alcuni momenti è sembrato faticare nel reagire alle difficoltà.
Per una squadra che vuole continuare a frequentare le zone nobili della Serie A, sono aspetti sui quali intervenire rapidamente.
Tedesco sta costruendo un Bologna diverso
Esiste naturalmente un’enorme attenuante: questo Bologna sta cambiando.
Tedesco sta lavorando per dare alla squadra una propria identità e il passaggio da un sistema consolidato a nuovi principi richiede inevitabilmente tempo. Pressing, distanze tra i reparti, gestione delle transizioni e occupazione degli spazi sono meccanismi che difficilmente possono diventare automatici nel giro di poche settimane.
Contro il Pisa, inoltre, il tecnico ha utilizzato praticamente tutta la rosa.
Il Bologna ha iniziato con Skorupski, Zortea, Helland, Ilic e Miranda, con Moro e Ferguson a centrocampo e Bernardeschi, Dominguez, Cambiaghi e Dallinga nella zona offensiva. Nel corso del lunghissimo test sono poi entrati numerosi altri giocatori, tra cui Vitik, El Azzouzi, De Silvestri, Alhassane, Odgaard, Pobega, Rowe, Orsolini e Dovbyk.
Era quindi difficile aspettarsi continuità per tutti i 150 minuti.
Il risultato conta poco, l’atteggiamento un po’ di più
È probabilmente questo il punto centrale dell’analisi.
Il 4-1 conta poco. Alcune modalità con cui è arrivato contano decisamente di più.
Ad agosto può mancare brillantezza. Può mancare velocità. Possono esserci errori tecnici causati dai carichi di lavoro. Quello che una squadra ambiziosa deve cercare di mantenere sempre è però una struttura riconoscibile.
Il Bologna visto contro il Pisa, soprattutto nella fase in cui gli avversari hanno costruito il proprio vantaggio, è apparso troppo vulnerabile.
Non significa che esista un problema strutturale. Significa semplicemente che Tedesco ha ancora parecchio materiale sul quale lavorare.
E probabilmente è meglio che determinate difficoltà emergano adesso piuttosto che il 24 agosto.
Il mercato può ancora aiutare il Bologna
La partita contro il Pisa offre inevitabilmente anche qualche spunto in chiave mercato.
La rosa rossoblù presenta qualità e alternative, ma alcune situazioni restano aperte e la dirigenza dovrà capire se intervenire ulteriormente prima della chiusura della sessione estiva.
Particolare attenzione merita il reparto difensivo. Non tanto per attribuire ai singoli le responsabilità della sconfitta, quanto perché il Bologna dovrà trovare rapidamente una propria solidità.
Se Tedesco vuole proporre una squadra aggressiva e capace di giocare alta, serviranno sincronismi quasi perfetti. Quando pressione e coperture non funzionano contemporaneamente, il rischio è quello di lasciare troppo campo agli avversari.
Il Pisa lo ha mostrato chiaramente.
Dovbyk e i nuovi hanno bisogno di tempo
Tra gli aspetti più interessanti del lunghissimo test c’era anche la possibilità di vedere all’opera alcuni dei nuovi arrivati.
Su tutti Artem Dovbyk, chiamato progressivamente a diventare un riferimento importante dell’attacco rossoblù.
Anche in questo caso bisognerà avere pazienza. Un centravanti ha bisogno di conoscere i movimenti dei compagni, capire dove ricevere il pallone e soprattutto sviluppare automatismi con trequartisti ed esterni.
Lo stesso discorso riguarda gli altri nuovi elementi inseriti nella rosa.
Il Bologna del campionato, inevitabilmente, dovrà essere molto diverso da quello visto contro il Pisa.
Contro il Brighton servirà una risposta
Il prossimo appuntamento assume allora un interesse particolare.
Il 15 agosto il Bologna affronterà il Brighton in un test internazionale decisamente probante. Non servirà necessariamente vincere per cancellare quanto visto contro il Pisa.
Servirà soprattutto vedere dei progressi.
Più compattezza, maggiore attenzione nelle transizioni, distanze migliori tra i reparti e una squadra capace di reagire immediatamente quando perde il pallone.
Tedesco ha ancora tempo prima dell’inizio della Serie A, ma le settimane cominciano a diventare importanti.
Niente allarmismi, ma il Bologna deve accelerare
Il rischio dopo un 4-1 estivo è sempre quello di cadere in uno dei due estremi: considerare la sconfitta una catastrofe oppure liquidarla completamente perché “tanto è un’amichevole”.
Probabilmente la verità sta nel mezzo.
Non c’è motivo di essere allarmati, ma c’è motivo di pretendere qualcosa in più.
Questo Bologna ha qualità, alternative e giocatori importanti. Ha però anche un nuovo allenatore, diversi elementi da inserire e meccanismi ancora da costruire.
Il 4-1 contro il Pisa può allora diventare persino utile, a patto di leggerlo nel modo corretto. Non come una bocciatura, ma come un avvertimento arrivato nel momento migliore possibile.
Perché agosto concede ancora la possibilità di sbagliare.
Tra poche settimane, invece, gli errori cominceranno a costare punti.
Esclusive
Cabal e Piccoli possono essere gli uomini giusti per il Bologna? Due scommesse molto diverse
Il mercato, soprattutto ad agosto, porta inevitabilmente a giudicare i giocatori ancora prima che arrivino. Basta un nome per accendere l’entusiasmo oppure provocare qualche perplessità. In queste ore attorno al Bologna stanno prendendo consistenza soprattutto due profili: Juan Cabal per la difesa e Roberto Piccoli per l’attacco.
Due giocatori completamente differenti, accomunati però da un dettaglio: nessuno dei due rappresenterebbe il classico acquisto capace di far impazzire la piazza al momento dell’annuncio.
Ed è proprio per questo che vale la pena ragionarci.
Perché il Bologna degli ultimi anni ha dimostrato diverse volte che il mercato non si misura dalla popolarità di un nome il giorno dell’acquisto. Si misura da quello che quel giocatore riesce a diventare dentro un sistema.
La domanda allora è semplice: Cabal e Piccoli possono davvero migliorare il Bologna?
La risposta, almeno sulla carta, è sì. Ma per motivi molto diversi.
Cabal ha caratteristiche che al Bologna possono servire parecchio
Partiamo da Juan Cabal.
Il suo nome è entrato nei discorsi tra Juventus e Bologna soprattutto nell’ambito della trattativa per Jhon Lucumí. La Juve vuole il centrale rossoblù e Cabal è uno dei calciatori che potrebbero contribuire a trovare un’intesa tra i club. Le indiscrezioni del 7 agosto confermano che il colombiano piace concretamente al Bologna.
Considerarlo semplicemente il “sostituto di Lucumi“, però, è assolutamente sbagliato.
Cabal è un difensore differente.
È alto circa 1,86 metri, è mancino e nasce principalmente come terzino sinistro, anche se può giocare all’interno della linea difensiva. Ha quindi quella duttilità che in una stagione lunga può diventare preziosissima.
Può permettere a Domenico Tedesco di modificare struttura anche all’interno della stessa partita, passando da una difesa a quattro a soluzioni più ibride senza necessariamente effettuare sostituzioni.
Ed è probabilmente questo il primo punto a suo favore.
Il Bologna non deve cercare obbligatoriamente la copia esatta di chi parte. Deve trovare giocatori che permettano all’allenatore di costruire nuove soluzioni.
Il vero punto interrogativo di Cabal è fisico
C’è però un elemento impossibile da ignorare.
La carriera recente di Cabal è stata pesantemente condizionata dagli infortuni. Nel novembre 2024 ha subito un grave problema al legamento crociato che lo ha tenuto fuori per molti mesi. Anche nella stagione successiva ha dovuto affrontare diversi stop muscolari, tra problemi al bicipite femorale, affaticamenti e un infortunio all’adduttore.
Questo è probabilmente il vero rischio dell’operazione.
Non le qualità tecniche, anzi Cabal è molto abile tecnicamente
Non l’adattabilità, può fare diversi ruoli.
La continuità e l’affidabilità fisica.
Se il Bologna prendesse Cabal in prestito con diritto di riscatto, come ipotizzato nelle ultime ore, la formula avrebbe quindi parecchio senso. Permetterebbe ai rossoblù di verificare durante la stagione le condizioni fisiche del giocatore prima di affrontare un investimento definitivo.
Un Cabal sano può essere un giocatore molto interessante per il Bologna.
Un Cabal costretto continuamente a fermarsi diventerebbe invece difficile da considerare l’erede principale di Lucumí.
E Piccoli? Forse bisogna guardarlo senza pregiudizi
Ancora più interessante è il discorso relativo a Roberto Piccoli.
Qui probabilmente una parte della tifoseria potrebbe storcere il naso.
Il Bologna si è abituato negli ultimi anni ad avere ambizioni importanti e quando si parla di acquistare un nuovo attaccante viene naturale aspettarsi il nome capace di infiammare immediatamente il Dall’Ara.
Piccoli non appartiene a questa categoria.
Ma questo non significa necessariamente che sia un acquisto sbagliato.
Il classe 2001 ha 25 anni, è alto 1,90 metri e conosce ormai molto bene la Serie A. La sua crescita è stata più lenta rispetto alle aspettative che lo accompagnavano ai tempi dell’Atalanta, ma al Cagliari ha finalmente trovato quella continuità che gli era sempre mancata.
Nella stagione 2024/25 ha segnato 10 gol in campionato, risultando il miglior marcatore del Cagliari.
Un dato che merita attenzione.
Perché dieci gol realizzati in una squadra impegnata soprattutto nella lotta per non retrocedere non sono esattamente pochi.
Piccoli potrebbe essere più utile di quanto raccontino i numeri
Il punto interessante, però, riguarda soprattutto il modo di giocare.
Piccoli è un attaccante fisico. Sa lavorare contro i centrali, può giocare spalle alla porta, attacca l’area e rappresenta una soluzione importante nel gioco aereo.
Non è un centravanti che vive soltanto aspettando il pallone davanti al portiere.
Durante l’esperienza di Cagliari è stato utilizzato anche per pressare, sporcare la costruzione avversaria e lavorare per la squadra. Lo stesso attaccante spiegò nel febbraio 2025 come la continuità fosse stata fondamentale per la sua crescita, mentre la Serie A lo ha descritto come un centravanti capace di unire fame, lavoro per i compagni e presenza offensiva.
Sono caratteristiche che possono avere senso nel Bologna.
Soprattutto perché Piccoli non arriverebbe necessariamente per diventare l’unico centravanti della squadra.
Ed è questa la chiave.

Dovbyk e Piccoli sarebbero due attaccanti diversi
Con Artem Dovbyk già inserito nel nuovo progetto rossoblù, prendere Piccoli avrebbe un significato differente rispetto all’acquisto di una prima punta titolare.
Tedesco avrebbe due attaccanti fisici, certo, ma con caratteristiche non completamente sovrapponibili.
Piccoli può essere utilizzato nelle partite più sporche, può aumentare il peso offensivo negli ultimi venti minuti e, soprattutto, permetterebbe di gestire Dovbyk senza costringerlo a giocare praticamente sempre.
In determinate situazioni si potrebbe persino immaginare una squadra con entrambi.
Una soluzione magari non destinata a diventare quella principale, ma estremamente utile quando bisogna recuperare una partita o affrontare avversari molto bassi.
Se dovesse partire Dallinga, come appare possibile in questa fase del mercato, l’arrivo di un altro numero nove diventerebbe praticamente necessario. Le indiscrezioni del 7 agosto indicano proprio Piccoli come il principale obiettivo rossoblù nel caso in cui l’olandese lasciasse Bologna.
Il problema è quanto spendere per Piccoli
Anche qui, però, bisogna fare una distinzione.
Piccoli può essere utile al Bologna? Sì.
Vale qualsiasi cifra? Ovviamente no.
Questo è probabilmente il punto sul quale Sartori e Di Vaio dovranno essere particolarmente bravi.
La Fiorentina ha investito molto sull’attaccante soltanto un anno fa e difficilmente vorrà regalarlo. Per il Bologna avrebbe senso arrivare a Piccoli con una formula o una valutazione coerente con il ruolo che avrebbe nella rosa.
Spendere una cifra enorme per quello che inizialmente potrebbe essere il secondo centravanti cambierebbe completamente il giudizio sull’operazione.
Prenderlo invece alle condizioni giuste significherebbe aggiungere un attaccante italiano di 25 anni, già esperto della Serie A e ancora potenzialmente migliorabile.
Ed è esattamente il genere di calciatore sul quale il Bologna ha spesso saputo lavorare bene.
Cabal e Piccoli non fanno sognare, ma potrebbero avere senso
Alla fine la valutazione sui due possibili acquisti porta allo stesso punto.
Cabal e Piccoli non sarebbero due colpi da copertina.
Probabilmente nessuno dei due, preso singolarmente, verrebbe accolto come il grande acquisto dell’estate rossoblù.
Ma il mercato non è il Fantacalcio.
Una squadra ha bisogno anche di giocatori funzionali, complementari e acquistati nel momento giusto della carriera.
Cabal ha fisicità, piede mancino e capacità di occupare diverse posizioni della difesa. Se sta bene fisicamente, a Bologna potrebbe trovare l’ambiente ideale per rilanciarsi dopo due stagioni complicate.
Piccoli ha invece raggiunto un’età nella quale non può più essere considerato semplicemente una promessa. Ha già dimostrato di poter segnare in Serie A e potrebbe trasformarsi in un’alternativa molto più affidabile di quanto sembri.
Entrambi hanno dei punti interrogativi.
Per Cabal riguarda soprattutto la tenuta fisica.
Per Piccoli il rapporto tra costo dell’operazione e ruolo nella squadra.
Ma alle condizioni corrette sono due operazioni che avrebbero una logica precisa.
E forse è proprio questo il punto.
Il Bologna non ha bisogno di acquistare figurine. Ha bisogno di costruire una rosa abbastanza profonda da affrontare una stagione nella quale le aspettative non sono più quelle di qualche anno fa.
Cabal e Piccoli potrebbero non essere i nomi che fanno sognare il tifoso l’8 agosto.
Ma potrebbero essere esattamente quel tipo di giocatori che, qualche mese dopo, fanno dire: Sartori aveva visto giusto ancora una volta.
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