Esclusive
Italiano: resta o non resta ?
E’ il tempo dell’amletico dubbio sul futuro dell’allenatore.
E sono sempre perplessità mono direzionali, e mai da parte della società.
Il fatto che esista un contratto tra le parti è ininfluente.
Fu così per Sinisa, dopo la trionfale cavalcata salvezza, tentato dalla Roma.
Così come lo scorso anno per Italiano, accostato alla panchina del Milan
Per non parlare poi di Thiago Motta.
Lui però aveva il contratto in scadenza.
Ed infatti, finora, è stato l’unico che se ne è andato.
Bisognerà aspettare la fine del campionato per avere delle certezze.
Ad oggi la soluzione meno rischiosa porta a Vincenzo Italiano.
Sempre che non ci sia un ulteriore tracollo finale.
In caso di divorzio, io avrei una suggestione: Oliver Glasner.
Oppure Sarri come piano B.

MAURIZIO SARRI E VINCENZO ITALIANO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Sulla base della scelta, si capiranno anche le ambizioni del Bologna.
Italiano, oppure un profilo alla Sarri, significherebbe ritentare l’Europa.
La scelta di De Rossi o Pioli potrebbero invece rappresentare un ridimensionamento.
Il parere dell'esperto
Napoli – Bologna, analisi della gara- VIDEO
L’analisi post gara della sfida al San Paolo tra Napoli e Bologna, finita 2-3 per i Felsinei.
Il commento tecnico è realizzato da Fabrizio Cremonini.
Di seguito il video:
Esclusive
La sfortuna dei brasiliani in rosso-blu
Alè Geovani Alè Alè era il coro che incitava il brasiliano.
Fu il quarto straniero dell’era Corioni.
Venne presentato dal Presidente come “uno dei cinque giocatori più forti del mondo”.
D’altronde Sor Gino era un personaggio istrionico, tendente all’esagerazione.
Si portava dietro un titolo di vice-campione Olimpico.
A Bologna non rese come si sperava.
Le cause furono qualche infortunio ed una lentezza tale da renderlo inadatto al campionato italiano.
All’epoca la Serie A era qualitativamente superiore ad oggi; forse il torneo più difficile del mondo.
La Gialappa’s gli dedicò una puntata di “Fenomeni Parastatali”, la rubrica dedicata ai bidoni del calcio.
In realtà non era così scarso; semplicemente non idoneo al contesto italiano.
Forse sarebbe stato meglio etichettarlo come “Meteora” della Serie A.
Rimase comunque legato a Bologna; al punto che, nonostante una grave malattia, venne alla festa del Centenario del Bfc.
Al di là del celebrato, ed unico, gol di Firenze, cosa rimane di lui?
Un sorriso triste ed una gentilezza d’animo,
Come per il connazionale, che lo aveva preceduto qualche anno prima: Eneas De Camargo.
Anche per lui una sola stagione, con tanti problemi e qualche lampo in più rispetto a Geovani.
Diciamo che il Bologna non ha mai avuto molta fortuna con i 21 giocatori brasiliani sbarcati sotto le due torri.
E’ la colonia più numerosa quantitativamente, ma non in termini di qualità.
Se escludiamo Clerici, Vinicio, Adailton, Lyanco, Danilo, Lima e Luciano, gli altri non hanno lasciato il segno.
Possiamo inserire nei top anche Matuzalem.
Ad ogni modo, i 13 rimasti hanno inciso poco, con alcuni flop clamorosi, da Coelho ad Ibson.
Diciamo che il Maracana non risiede qua.
Esclusive
Quando si mosse la città
Siamo nell’immediata vigilia della finale di Coppa Italia.
Poco meno di un anno fa 30.000 bolognesi invasero Roma.
Si mosse la città per aiutare il Bologna a fare la storia.
Con grande spirito di collaborazione.
Leggendario fu il soccorso ai malcapitati, i cui pullman svanirono nel vento, prima della partenza.
Alla fine, grazie al tam-tam degli aiuti, tutti arrivarono alla Capitale.
Quante emozioni sotto il cielo romano.
Già dall’ingresso in campo delle squadre si percepì che almeno sugli spalti il vantaggio fosse rosso-blu.
Una spinta impetuosa che non poteva non influenzare il rendimento dei giocatori bolognesi.
La Coppa Italia non l’ha vinta solo il Bologna, ma Bologna città.
L’ha vinta chi ci ha creduto di più e che ci ha messo più impegno.
L’ha vinta chi si è dimostrato più intelligente e forte, e l’ha meritata di più.
Quella sera l’emozione non ebbe voce, ma due colori: il rosso ed il blu.
Quest’anno, da spettatori, dobbiamo sperare nella vittoria dell’Inter.
Per mantenere qualche speranza di entrare nella prossima competizione dagli ottavi di finale.
Anche se la vittoria dei nerazzurri farebbe aumentare il rimpianto.
Il rammarico di un’altra occasione perduta.
Ma anche la speranza di ritornare a festaggiare in Piazza.
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