Il parere dell'esperto
Traghettatore oppure artificiere ?
Le fondamenta dell’Associazione Italiana Arbitri (AIA) sono scosse da un clima di grande incertezza.
Il Comitato Nazionale ha scelto il suo uomo per traghettare la Serie A e B verso la fine del campionato in corso.
Dino Tommasi, veneto di Bassano del Grappa, è ufficialmente il nuovo designatore ad interim.
Prenderà il posto di Gianluca Rocchi, dopo le note vicende giudiziarie che ne hanno portato all’autosospensione.
Nato nel 1976, Dino Tommasi non è certo un volto nuovo per chi mastica calcio e regolamenti.
Tommasi era già componente della commissione guidata da Rocchi.
Ha rappresentato in questi anni l’anima più tecnica e, se vogliamo, diplomatica della CAN.
Erano stati persi in considerazione vari profili, come Maurizio Ciampi (inizialmente favorito).
Alla fine la scelta è caduta su di lui per la sua capacità di mantenere la calma sotto pressione.
Questa è infatti una dote fondamentale, ora che la Procura di Milano ha puntato i riflettori sul settore arbitrale.
Dino Tommasi incarna perfettamente lo spirito lavoratore della sua terra.
È un affermato imprenditore nel settore dell’abbigliamento e del design.
Negli ultimi mesi, Tommasi era diventato un volto familiare per i tifosi.
Questo grazie alle apparizioni televisive nel format Open VAR.
Il compito di Tommasi è quello di un artificiere.
Rocchi attende di essere ascoltato dagli inquirenti il 30 aprile.
Contestualmente, l’arbitro di Bassano deve blindare lo spogliatoio arbitrale.
Riuscirà il “pompiere” veneto a spegnere l’incendio che divampa sull’AIA?
Il parere dell'esperto
Napoli – Bologna, analisi della gara- VIDEO
L’analisi post gara della sfida al San Paolo tra Napoli e Bologna, finita 2-3 per i Felsinei.
Il commento tecnico è realizzato da Fabrizio Cremonini.
Di seguito il video:
Il parere dell'esperto
Quanti incroci tra Bologna e Napoli
Beppe Savoldi nel cuore, indimenticato bomber di entrambe.
Come Mauro Bellugi, che nel 1979 si trasferì per una stagione a Napoli dopo un quinquennio sotto le Due Torri.
Nel capoluogo campano ritrovò Vittorio Caporale, il quale chiuse la carriera proprio con il club partenopeo.
Anche Gino Pivatelli vestì la maglia del ‘Ciuccio’.

Con i felsinei vinse la classifica cannonieri nel campionato 1955-56: il primo in Italia di Luis Vinicio.
Questi, al termine dell’esperienza napoletana da calciatore militò per due stagioni nel Bologna.
Pure Harald Nielsen e Istvan Mike vestirono la casacca partenopea, come Miguel Andreolo, il campione dei due mondi.
Poi è facile pensare a Bruno Pesaola, Sergio ‘El Gringo’ Clerici, Rosario Rampanti ed Eraldo Pecci.
Il grande capitano partenpeo Antonio Juliano chiuse la carriera in rossoblù.
Alla fine del 2015, in una classifica dei cento di sempre del Bologna, Gianfranco Civolani posizionò al ventunesimo posto Eraldo Monzeglio.
A lui appartiene il primato di panchine consecutive nella storia del ‘Ciuccio’.
Questa fu precisata da Dario Sarnataro e Giampaolo Materazzo nel libro ‘Il Napoli dalla A alla Z’.
Nel campionato del primo scudetto felsineo disputò tredici gare Paulo Innocenti: è stato poi il primo capitano del club azzurro.
Il parere dell'esperto
Chi è l’arbitro di Napoli Bologna
Alcuni pensano che la vita di un arbitro di Serie A sia fatta solo di allenamenti atletici e studio del regolamento.
Marco Piccinini è l’uomo giusto per far loro cambiare idea.
Romagnolo, Piccinini è nato a Forlì nel 1983.
E’ l’arbitro designato per il monday night Napoli-Bologna.
Rappresenta quella generazione di direttori di gara che hanno saputo costruire una carriera d’eccellenza mantenendo i piedi ben saldi nel mondo “reale”.
Piccinini è un ingegnere edile, laureato all’Università di Bologna.
Essendo un “uomo di numeri”, Piccinini è stato uno dei primi a trovarsi a proprio agio con l’introduzione del VAR.
Molti colleghi lo descrivono come un arbitro che non vive il richiamo al monitor come una “bocciatura”-
Lo considera come un supporto necessario alla verità del campo.
Piccinini non è il tipo che cerca il protagonismo.
Lo vedi spesso sorridere o scambiare battute rapide con i capitani.
Ha capito che l’autorità non si impone con le urla, ma con la coerenza.
Consiglio importante per tutti coloro che sono in campo: cercate il dialogo e giocate pulito.
Questo arbitro con il tipico carattere romagnolo saprà sempre regalarvi un sorriso.
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