Esclusive
La stagione delle occasioni perdute
L’annata che sta per concludersi la potremmo sintetizzare così.
L’elenco delle opportunità dissoltesi nel vento è lungo.
A cominciare dalle nove partite perse al Dall’Ara, di cui alcune con squadre candidate alla retrocessione.
Un’inspiegabile inversione di tendenza fino a sette mesi fa.
E poi arriva la Coppa Italia, anch’essa buttata via, tra le mura amiche, contro la Lazio.

MAURIZIO SARRI E VINCENZO ITALIANO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
E non vorremmo dimenticare anche le recenti prestazioni, quando uno spiraglio di qualificazione europea era ancora aperto.
Infatti quest’anno non sarebbe stato complicatissimo guadagnare un posto in una competizione europea.
E’ vero che si sarebbe trattato di una sorta di percorso a ritroso, che ci ha visto partire dalla Champions League per poi approdare all’Europa League.
Però andare in Conference League, per il Bologna, avrebbe comunque rappresentato un successo.
Ad ogni modo, quello che risulta quasi inspiegabile è la causa scatenante di questa involuzione.
Ogni possibile rinnovamento, dovrà partire dall’analisi proprio di questo.
Perché a dicembre un meccanismo quasi perfetto si è improvvisamente inceppato?
Tutto è iniziato alla mezz’ora del primo tempo di Bologna-Cremonese, dopo un buon inizio rosso-blu.
Perché, dopo aver faticosamente rimesso in sesto la macchina, questa si è nuovamente incagliata?
E ciò è ancora più grave, vista che si tratta di recidiva. Errare humanum est, perseverare autem diabolicum.
Al di là di chi sarà il futuro condottiero, si dovrà ripartire proprio da codeste criticità.
Questione di testa? Questione di fisico? O forse solo questione di feeling?
Comunque sia, la parola d’ordine è : risolvere!
Una realtà come quella del Bologna deve poter cogliere ogni opportunità che si palesa all’orizzonte, considerando che non saranno infinite.
Carpe diem rosso-blu.
Il parere dell'esperto
Napoli – Bologna, analisi della gara- VIDEO
L’analisi post gara della sfida al San Paolo tra Napoli e Bologna, finita 2-3 per i Felsinei.
Il commento tecnico è realizzato da Fabrizio Cremonini.
Di seguito il video:
Esclusive
La sfortuna dei brasiliani in rosso-blu
Alè Geovani Alè Alè era il coro che incitava il brasiliano.
Fu il quarto straniero dell’era Corioni.
Venne presentato dal Presidente come “uno dei cinque giocatori più forti del mondo”.
D’altronde Sor Gino era un personaggio istrionico, tendente all’esagerazione.
Si portava dietro un titolo di vice-campione Olimpico.
A Bologna non rese come si sperava.
Le cause furono qualche infortunio ed una lentezza tale da renderlo inadatto al campionato italiano.
All’epoca la Serie A era qualitativamente superiore ad oggi; forse il torneo più difficile del mondo.
La Gialappa’s gli dedicò una puntata di “Fenomeni Parastatali”, la rubrica dedicata ai bidoni del calcio.
In realtà non era così scarso; semplicemente non idoneo al contesto italiano.
Forse sarebbe stato meglio etichettarlo come “Meteora” della Serie A.
Rimase comunque legato a Bologna; al punto che, nonostante una grave malattia, venne alla festa del Centenario del Bfc.
Al di là del celebrato, ed unico, gol di Firenze, cosa rimane di lui?
Un sorriso triste ed una gentilezza d’animo,
Come per il connazionale, che lo aveva preceduto qualche anno prima: Eneas De Camargo.
Anche per lui una sola stagione, con tanti problemi e qualche lampo in più rispetto a Geovani.
Diciamo che il Bologna non ha mai avuto molta fortuna con i 21 giocatori brasiliani sbarcati sotto le due torri.
E’ la colonia più numerosa quantitativamente, ma non in termini di qualità.
Se escludiamo Clerici, Vinicio, Adailton, Lyanco, Danilo, Lima e Luciano, gli altri non hanno lasciato il segno.
Possiamo inserire nei top anche Matuzalem.
Ad ogni modo, i 13 rimasti hanno inciso poco, con alcuni flop clamorosi, da Coelho ad Ibson.
Diciamo che il Maracana non risiede qua.
Esclusive
Quando si mosse la città
Siamo nell’immediata vigilia della finale di Coppa Italia.
Poco meno di un anno fa 30.000 bolognesi invasero Roma.
Si mosse la città per aiutare il Bologna a fare la storia.
Con grande spirito di collaborazione.
Leggendario fu il soccorso ai malcapitati, i cui pullman svanirono nel vento, prima della partenza.
Alla fine, grazie al tam-tam degli aiuti, tutti arrivarono alla Capitale.
Quante emozioni sotto il cielo romano.
Già dall’ingresso in campo delle squadre si percepì che almeno sugli spalti il vantaggio fosse rosso-blu.
Una spinta impetuosa che non poteva non influenzare il rendimento dei giocatori bolognesi.
La Coppa Italia non l’ha vinta solo il Bologna, ma Bologna città.
L’ha vinta chi ci ha creduto di più e che ci ha messo più impegno.
L’ha vinta chi si è dimostrato più intelligente e forte, e l’ha meritata di più.
Quella sera l’emozione non ebbe voce, ma due colori: il rosso ed il blu.
Quest’anno, da spettatori, dobbiamo sperare nella vittoria dell’Inter.
Per mantenere qualche speranza di entrare nella prossima competizione dagli ottavi di finale.
Anche se la vittoria dei nerazzurri farebbe aumentare il rimpianto.
Il rammarico di un’altra occasione perduta.
Ma anche la speranza di ritornare a festaggiare in Piazza.
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