Calciomercato
Artem Dovbyk, tutta la carriera del nuovo attaccante del Bologna
Artem Dovbyk è uno degli attaccanti ucraini più importanti della sua generazione. Nato a Čerkasy il 21 giugno 1997, è cresciuto calcisticamente nella scuola sportiva Slavutych, prima di entrare nel settore giovanile del Cherkaskyi Dnipro.
La sua carriera è stata caratterizzata da una crescita graduale, alcuni momenti difficili e una definitiva esplosione arrivata tra Ucraina e Spagna.
Gli esordi con il Cherkaskyi Dnipro
Dovbyk debutta tra i professionisti nel 2014, quando ha appena 17 anni. Nella sua prima stagione con il Cherkaskyi Dnipro contribuisce alla vittoria del campionato ucraino di terza divisione, mettendo subito in mostra potenza fisica, capacità realizzativa e una notevole presenza dentro l’area di rigore.
Le sue prestazioni attirano l’attenzione del Dnipro, una delle società più importanti del calcio ucraino. Dopo una breve esperienza in prestito allo Zaria Bălți, in Moldavia, l’attaccante comincia a trovare maggiore continuità con la formazione di Dnipro.
L’affermazione di Dovbyk in Ucraina e il trasferimento in Danimarca
Nella stagione 2016-2017 Dovbyk riesce a ritagliarsi uno spazio significativo nel massimo campionato ucraino, realizzando sei reti. Dopo le difficoltà economiche del Dnipro, torna al Cherkaskyi Dnipro e segna 12 gol in 13 partite nella terza serie nazionale.
Nel gennaio del 2018 arriva la prima grande occasione all’estero: il Midtjylland decide di portarlo in Danimarca. L’esperienza, tuttavia, non si sviluppa come sperato. Dovbyk trova poco spazio e deve fare i conti anche con un grave infortunio che ne rallenta la crescita. Con il club danese conquista comunque il campionato nazionale e una Coppa di Danimarca.
Successivamente viene ceduto in prestito al Sønderjyske, senza riuscire a esprimere pienamente il proprio potenziale. Il periodo danese si rivela complicato, ma fondamentale per la maturazione personale e professionale dell’attaccante.

La rinascita con il Dnipro-1
Nel 2020 Dovbyk torna in Ucraina e firma con il Dnipro-1. È la svolta della sua carriera. Dopo una prima stagione di adattamento, diventa il principale riferimento offensivo della squadra e uno dei centravanti più prolifici del campionato.
Nella stagione 2021-2022 conquista il titolo di capocannoniere della Premier League ucraina. Si ripete anche nell’annata successiva, realizzando 24 gol in campionato e trascinando il Dnipro-1 alla lotta per il titolo. Le sue prestazioni attirano l’interesse di numerose società europee.
Dovbyk lascia l’Ucraina dopo essersi imposto come attaccante completo: forte fisicamente, mancino, efficace nel gioco aereo e particolarmente pericoloso negli ultimi metri.
La straordinaria stagione di Dovbyk con il Girona
Nell’estate del 2023 passa al Girona. L’impatto con il calcio spagnolo è immediato. Dovbyk diventa il terminale offensivo della squadra allenata da Míchel e partecipa alla stagione più importante della storia del club catalano.
Il Girona chiude la Liga al terzo posto, conquistando una storica qualificazione alla Champions League. Dovbyk segna 24 gol in 36 presenze, aggiungendo anche otto assist secondo i dati comunicati dalla Roma. Grazie a questi numeri vince il Trofeo Pichichi, superando nella classifica dei marcatori Alexander Sørloth, Jude Bellingham, Robert Lewandowski e Antoine Griezmann.
Nel corso del campionato realizza due triplette e tre doppiette, segnando anche nelle due vittorie ottenute dal Girona contro il Barcellona. Diventa inoltre il miglior marcatore del club in una singola stagione disputata nella massima divisione spagnola.
Il trasferimento alla Roma
Il 2 agosto 2024 la Roma annuncia l’acquisto a titolo definitivo di Dovbyk dal Girona. Diventa il primo calciatore ucraino nella storia della società giallorossa e sceglie inizialmente la maglia numero 11. Il suo arrivo rappresenta un investimento importante, effettuato per affidargli il ruolo di centravanti titolare dopo la partenza di Romelu Lukaku.
La prima stagione italiana è condizionata dall’instabilità tecnica vissuta dalla Roma e da alcuni problemi fisici. Nonostante le difficoltà, Dovbyk riesce a offrire un contributo realizzativo importante, trovando la rete in Serie A e nelle competizioni europee. Il suo rendimento conferma le qualità già mostrate in Ucraina e in Spagna, anche se l’attaccante alterna momenti molto positivi ad altri nei quali fatica a entrare nel gioco della squadra.
La carriera con la Nazionale ucraina
Dovbyk debutta con la Nazionale maggiore il 31 marzo 2021, nella partita contro il Kazakistan valida per le qualificazioni ai Mondiali. Pochi mesi dopo diventa uno dei protagonisti di Euro 2020.
Il 29 giugno 2021 segna al 121º minuto il gol del 2-1 contro la Svezia, portando l’Ucraina per la prima volta ai quarti di finale di un Campionato Europeo. Quella rete rappresenta ancora oggi uno dei momenti più importanti della sua carriera.
Dovbyk partecipa successivamente anche a Euro 2024 e diventa uno dei punti di riferimento offensivi della selezione ucraina. La federazione nazionale gli attribuisce 40 presenze e 11 reti con la Nazionale maggiore.
Le caratteristiche tecniche di Dovbyk
Alto circa 189 centimetri, Dovbyk è un centravanti mancino particolarmente efficace dentro l’area di rigore. Sa proteggere il pallone, giocare spalle alla porta e sfruttare la propria forza fisica contro i difensori.
È pericoloso nel gioco aereo, negli attacchi in profondità e nelle conclusioni di prima intenzione. Pur non essendo un attaccante estremamente raffinato tecnicamente, possiede un notevole istinto realizzativo e sa trasformare in occasioni da gol anche palloni difficili.
Dagli inizi nelle categorie inferiori ucraine al titolo di capocannoniere della Liga, la carriera di Artem Dovbyk racconta la crescita di un attaccante che ha saputo superare infortuni e momenti complicati, conquistandosi un ruolo da protagonista nel calcio europeo.
Calciomercato
Bologna, Moro resta centrale nel progetto: respinta l’offerta araba
Nikola Moro resta al Bologna e si prepara a ritagliarsi uno spazio importante nella nuova stagione rossoblù. Nelle ultime ore del mercato il centrocampista croato era infatti finito nel mirino dell’Al Jazira, pronto a tentare l’assalto anche nell’ultimo giorno disponibile per le trattative.
Il club emiliano ha però deciso di non privarsi del giocatore, considerandolo un elemento centrale per gli equilibri della squadra. Dall’Arabia sarebbe arrivata anche una proposta economica particolarmente importante per Moro, con un ingaggio superiore ai 3 milioni di euro, ma la volontà del Bologna è stata chiara: il croato doveva restare.

REMO FREULER ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Bologna, Moro resta anche per esigenza
Una scelta legata anche alla situazione del centrocampo rossoblù. Dopo la partenza di Remo Freuler e considerando l’indisponibilità di Oussama El Azzouzi, Moro può infatti trovare molto più spazio nel ruolo di mediano.
Il suo positivo ingresso nella sfida di Bergamo ha ulteriormente convinto il Bologna a puntare su di lui. Proprio la permanenza del croato avrebbe inoltre contribuito alla decisione della società di non acquistare un altro centrocampista nell’ultima giornata di mercato.
Per Moro, dunque, niente Arabia: ora può diventare uno dei punti di riferimento della mediana rossoblù.
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Bologna, retroscena Miranda: la Juve ci ha provato fino alla fine
Il Bologna ha rischiato di perdere Juan Miranda nelle ultime ore del calciomercato estivo. La Juventus, infatti, avrebbe effettuato un tentativo concreto per portare il terzino spagnolo a Torino, ricevendo però il muro della società rossoblù.
Secondo quanto riportato dal Carlino , i bianconeri avrebbero proposto al Bologna un’operazione comprendente Juan Cabal più un conguaglio economico per arrivare a Miranda. Una trattativa che, tuttavia, non è riuscita a decollare anche per la posizione dello stesso Cabal.
Miranda-Juventus, decisivo il no di Cabal al Bologna
Il difensore colombiano non sarebbe stato convinto della possibilità di trasferirsi al Bologna. Cabal avrebbe infatti preferito la pista Atalanta, anche per la possibilità di disputare le competizioni europee.
La trattativa tra Juventus e Atalanta, però, non si è successivamente concretizzata. Di conseguenza, anche l’operazione che avrebbe potuto portare Miranda alla Juventus è definitivamente tramontata.
Ma dietro alla permanenza dello spagnolo c’è anche una precisa scelta del Bologna.
Il Bologna fa muro: Miranda resta rossoblù
Dopo aver già completato diverse cessioni importanti durante la sessione di mercato, il club emiliano non avrebbe voluto privarsi di un altro elemento della rosa a poche ore dalla chiusura delle trattative.
Soprattutto, il Bologna non avrebbe avuto il tempo necessario per individuare e acquistare un sostituto all’altezza di Miranda. Per questo motivo la società rossoblù ha deciso di respingere l’assalto della Juventus e confermare il terzino spagnolo.
Miranda rimane dunque a disposizione di Domenico Tedesco e nelle prossime settimane dovrà contendersi una maglia da titolare sulla fascia sinistra con Alhassane.
Un retroscena che conferma come il finale del mercato del Bologna sia stato particolarmente movimentato: la Juventus ha provato a inserirsi per Miranda, ma questa volta il muro rossoblù ha resistito.
Calciomercato
Mbangula, carriera e caratteristiche: perché può essere il sostituto ideale di Rowe
Il Bologna ha scelto Samuel Mbangula per raccogliere l’eredità di Jonathan Rowe. L’operazione è diventata ufficiale nelle ultime ore: l’esterno belga classe 2004 arriva dal Werder Brema in prestito fino al 30 giugno 2027 con opzione per l’acquisto definitivo, mentre Rowe ha lasciato i rossoblù per trasferirsi all’Atalanta.
Un cambio che, almeno dal punto di vista delle caratteristiche, appare tutt’altro che casuale. Mbangula è infatti un esterno rapido, tecnico, portato al dribbling e soprattutto capace di partire dalla fascia sinistra per attaccare verso il centro: caratteristiche che permettono al Bologna di non modificare completamente la propria struttura offensiva dopo la partenza dell’inglese.
Mbangula, la carriera: dal Belgio alla Juventus
Samuel-Germain Mbangula nasce a Bruxelles il 16 gennaio 2004. I primi passi importanti arrivano nei settori giovanili di Club Brugge e Anderlecht, prima della svolta del 2020, quando viene inserito nel vivaio della Juventus.
A Torino cresce progressivamente tra Under 17, Primavera e seconda squadra. Con la Primavera bianconera totalizza 57 presenze, 12 gol e 5 assist, disputando anche sette incontri di UEFA Youth League. Nel 2023/24 arriva poi il salto tra i professionisti con la Juventus Next Gen, con 25 presenze.
La vera esplosione arriva però con la prima squadra.
Il 19 agosto 2024 debutta in Serie A da titolare contro il Como e impiega solamente 23 minuti per segnare il suo primo gol nel massimo campionato italiano. Una presentazione importante che gli consente di conquistare spazio durante la stagione.
Con la Juventus chiude il 2024/25 con 32 presenze complessive, 4 gol e 5 assist, trovando spazio anche in Champions League. Proprio nella massima competizione europea riesce inoltre a segnare contro il PSV nella fase a eliminazione diretta.
Nell’estate 2025 passa quindi al Werder Brema, affrontando per la prima volta la Bundesliga. In campionato raccoglie 26 presenze, tre reti e due assist, mentre considerando tutte le competizioni il Werder indica un totale stagionale di 27 partite, tre gol e quattro assist.
Ora il ritorno in Serie A, questa volta con il Bologna.
Come gioca Samuel Mbangula
Mbangula è principalmente un esterno offensivo sinistro di piede destro, anche se la sua duttilità gli permette di occupare diverse posizioni.
Può giocare largo a sinistra, partire dalla destra oppure muoversi più internamente alle spalle della punta. Già al Werder veniva considerato un giocatore capace di dare maggiore flessibilità alla fase offensiva.
Il suo principale punto di forza è lo strappo palla al piede.
Mbangula ama ricevere sulla fascia, puntare direttamente il difensore e creare superiorità attraverso accelerazioni e cambi di direzione. È rapido nello stretto e possiede una buona tecnica individuale. Lo stesso giocatore, presentandosi al Werder, si descrisse come un calciatore tranquillo nella gestione del pallone, dotato di velocità e tecnica.
Ma non è solamente un esterno da linea laterale.
Partendo da sinistra tende spesso ad andare verso il centro del campo, cercando lo spazio tra terzino e centrale oppure la conclusione con il destro. Durante l’esperienza tedesca ha mostrato anche la capacità di scambiarsi posizione con i centrocampisti offensivi e di entrare dentro il campo, trasformandosi quasi in un secondo trequartista.
Una caratteristica particolarmente interessante per una squadra che cerca esterni capaci non soltanto di saltare l’uomo, ma anche di associarsi con centrocampisti e attaccanti.
Perché Mbangula può sostituire Rowe
Naturalmente Mbangula e Rowe non sono due giocatori identici.
Rowe presenta probabilmente maggiore potenza nell’attacco diretto della profondità e una capacità già più sviluppata di incidere negli ultimi metri. Mbangula appare invece maggiormente orientato alla combinazione, al dribbling e alla ricerca di spazi interni.
Il Bologna, però, aveva bisogno soprattutto di non perdere alcune caratteristiche fondamentali.
Con la partenza di Rowe serviva un giocatore capace di partire dalla sinistra, creare superiorità nell’uno contro uno e costringere la difesa avversaria ad allargarsi.
Mbangula possiede esattamente queste qualità.
La sua capacità di ricevere largo e accelerare permette inoltre al terzino di scegliere se sovrapporsi oppure occupare una posizione più prudente. Quando invece il belga converge verso il centro può creare spazio proprio per l’inserimento del laterale.
È un meccanismo che potrebbe diventare particolarmente interessante nel Bologna.
Un giocatore ancora da costruire
Esiste poi un altro elemento che rende l’operazione interessante: Mbangula ha solamente 22 anni.
Non arriva quindi a Bologna come giocatore completamente formato. Esistono ancora margini di crescita soprattutto nella continuità durante i novanta minuti e nella fase senza pallone. Durante l’esperienza al Werder era stato sottolineato come il belga potesse ancora migliorare proprio nel lavoro difensivo.
Ma il potenziale offensivo è evidente.
Velocità, dribbling, capacità di giocare su entrambe le fasce e possibilità di entrare dentro il campo rappresentano qualità preziose in un calcio nel quale trovare esterni capaci di creare superiorità individuale sta diventando sempre più complicato.
Bologna, la scommessa Mbangula può funzionare
Sostituire Jonathan Rowe non sarà semplice. L’inglese lascia Bologna dopo essere diventato un patrimonio tecnico ed economico importante del club.
La scelta di Samuel Mbangula, però, segue una logica precisa.
Il Bologna non ha cercato la copia esatta di Rowe, ma un giocatore in grado di mantenere alcune delle caratteristiche che rendevano l’inglese importante: velocità, imprevedibilità, uno contro uno e capacità di attaccare partendo dalla corsia sinistra.
In più Mbangula conosce già la Serie A, ha maturato esperienza nella Juventus, ha giocato in Champions League e ha affrontato un campionato fisico e intenso come la Bundesliga.
A 22 anni arriva sotto le Due Torri con ancora molto da dimostrare, ma anche con importanti margini di miglioramento.
E proprio per questo potrebbe rappresentare una delle scommesse più interessanti del nuovo Bologna.
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